Accordo commerciale UE-Giappone

Aggiornato il: 20 mag 2019

Il 1º febbraio 2019 è entrato in vigore, l'accordo di partenariato economico, APE, tra Unione Europea e Giappone che, dopo quasi 6 anni di negoziazioni, consentirà alle imprese e ai consumatori europei e giapponesi di beneficiare dell’area di libero scambio più grande del mondo.


La creazione di questa nuova area, in grado di produrre quasi un terzo del PIL mondiale e che comprende 635 milioni di persone, rafforzerà come mai prima d’ora i rapporti tra la popolazione europea e quella giapponese. Il nuovo accordo darà, infatti, un grande impulso agli attuali scambi commerciali tra le due parti, offrirà ai consumatori una scelta più ampia e prezzi più convenienti, proteggerà i prodotti di punta europei in Giappone e viceversa e fornirà alle piccole imprese di entrambe le parti l'opportunità di estendere le loro attività in un mercato completamente nuovo, consentendo a quelle europee un risparmio annuo sui dazi stimato in circa 1 miliardo di euro.


La Commissione sottolinea, in particolare, le procedure semplificate introdotte in materia di dogane, l’abolizione della maggior parte delle tariffe nonché il contributo sul panorama internazionale delle norme introdotte e la ferma convinzione manifestata da entrambe le parti circa i diffusi vantaggi del libero scambio.


Nel dettaglio, il Giappone quando l’accordo sarà pienamente a regime avrà soppresso i dazi sul 97% delle merci prodotte da imprese europee.


Per quanto riguarda da vicino l’Italia, l’export di beni e servizi in Giappone interessa circa 15.000 imprese, che esportano i loro prodotti con incassi che hanno sfiorato, nel 2017, i 6,6 miliardi di euro mentre le importazioni, nello stesso anno, hanno raggiunto i 4,2 miliardi di euro.

Saranno i settori tradizionali del Made in Italy a beneficiare maggiormente dall’accordo: tra questi spicca l’agroalimentare, che sarà avvantaggiato da una forte riduzione dei dazi e dalla concessione dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) a 18 prodotti alimentari e 26 bevande italiane (che in tal modo otterranno nel mercato giapponese lo stesso livello di protezione di cui godono in UE); come pure la moda, che rappresenta un quarto dell’export italiano verso il Giappone, favorita dal taglio delle tariffe, particolarmente gravose per le calzature. Anche la farmaceutica e il settore dei mezzi di trasporto ne approfitteranno, grazie all’adeguamento del Giappone agli standard internazionali.


Le aziende interessate ad avere ulteriori informazioni possono rivolgersi presso i nostri uffici.



Il 1º febbraio 2019 è entrato in vigore, l'accordo di partenariato economico, APE, tra Unione Europea e Giappone che, dopo quasi 6 anni di negoziazioni, consentirà alle imprese e ai consumatori europei e giapponesi di beneficiare dell’area di libero scambio più grande del mondo.


La creazione di questa nuova area, in grado di produrre quasi un terzo del PIL mondiale e che comprende 635 milioni di persone, rafforzerà come mai prima d’ora i rapporti tra la popolazione europea e quella giapponese. Il nuovo accordo darà, infatti, un grande impulso agli attuali scambi commerciali tra le due parti, offrirà ai consumatori una scelta più ampia e prezzi più convenienti, proteggerà i prodotti di punta europei in Giappone e viceversa e fornirà alle piccole imprese di entrambe le parti l'opportunità di estendere le loro attività in un mercato completamente nuovo, consentendo a quelle europee un risparmio annuo sui dazi stimato in circa 1 miliardo di euro.


La Commissione sottolinea, in particolare, le procedure semplificate introdotte in materia di dogane, l’abolizione della maggior parte delle tariffe nonché il contributo sul panorama internazionale delle norme introdotte e la ferma convinzione manifestata da entrambe le parti circa i diffusi vantaggi del libero scambio.


Nel dettaglio, il Giappone quando l’accordo sarà pienamente a regime avrà soppresso i dazi sul 97% delle merci prodotte da imprese europee.


Per quanto riguarda da vicino l’Italia, l’export di beni e servizi in Giappone interessa circa 15.000 imprese, che esportano i loro prodotti con incassi che hanno sfiorato, nel 2017, i 6,6 miliardi di euro mentre le importazioni, nello stesso anno, hanno raggiunto i 4,2 miliardi di euro.

Saranno i settori tradizionali del Made in Italy a beneficiare maggiormente dall’accordo: tra questi spicca l’agroalimentare, che sarà avvantaggiato da una forte riduzione dei dazi e dalla concessione dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) a 18 prodotti alimentari e 26 bevande italiane (che in tal modo otterranno nel mercato giapponese lo stesso livello di protezione di cui godono in UE); come pure la moda, che rappresenta un quarto dell’export italiano verso il Giappone, favorita dal taglio delle tariffe, particolarmente gravose per le calzature. Anche la farmaceutica e il settore dei mezzi di trasporto ne approfitteranno, grazie all’adeguamento del Giappone agli standard internazionali.





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